Diciamolo, il bike sharing in Italia è ancora in uno stato embrionale. Si, a Milano è avviato, ha riscosso un certo successo, le stazioni si stanno moltiplicando, ma molti di noi non consocono bene né le regole né le tariffe. Sará che abbiamo troppo la tendenza ad usare auto, motorini ed eventualmente la “nostra” bici. Personalizzata, del colore che si abbina meglio al nostro stile e a cui siamo affezionati.Le piste ciclabili poi sono praticamente inesistenti e farsi valere nel traffico è un´impresa suicida.
Tutto sembra piú facile in altre cittá, il bike sharing di Parigi, Vélib, in tre anni ha conquistato abitanti e turisti. Infatti i viaggiatori possono sottoscrivere abbonamenti di breve durata – quelli annuali sono solo per chi possiede un conto in banca in Francia.
In questi giorni è stato inaugurato a Londra il Barclays City Hire, finalmente anche nella fantastica capitale inglese si potranno usare bici fornite dal comune. La flotta è immensa ma per ora è un servizio riservato ai soli residenti…speriamo che cambino presto la norma. Evitare il costoso abbonamento ai mezzi pubblici e pedalare tra i quartieri suona decisamente affascinante!
L´immagine che vedete invece rappresenta un concept elaborato dal designer svizzero Rafael Schmidt in occasione della Conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi a Copenhagen lo scorso anno. Il designer ha cercato di integrare la bicicletta nel tessuto urbano della città, e non solo in teoria!
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